venerdì 15 marzo 2013
L'INAIL E IL FAX
mercoledì 20 giugno 2012
LA RIFORMA FANTOZZIANA
domenica 13 febbraio 2011
QUEL IRREFRENABILE DESIDERIO
sabato 5 febbraio 2011
E ADESSO SONO FATTI VOSTRI
domenica 26 dicembre 2010
BASTONARE I SOTTOPOSTI
Questo la dice lunga sulla mentalità imperante dei dirigenti italiani: bastonare i sottoposti.
venerdì 18 giugno 2010
L'ACCORDO FIAT E' UN PIATTO INDIGESTO
Questo è l'accordo siglato tra la Fiat e i sindacati (firmato da tutti eccetto da quei cattivoni della FIOM). Pur di farlo digerire agli operai di Pomigliano d'Arco (in primis) e a tutti gli altri (in secundis) qualcuno lo ha definito "non così male". Dopo averne letto uno stralcio mi vien da pensare che senso ha comprare una Fiat visto che ormai di italiano non c'è rimasto più nulla, nemmeno il contratto che adesso ha il sapore di un piatto di Bigos, il piatto tipico polacco.martedì 15 giugno 2010
LE 10 COSE DA FARE PER LAVORARE MEGLIO
- Fare una cosa alla volta
- Conoscere il problema
- Imparare ad ascoltare
- Imparare a fare domande
- Distinguere le cose sensate da quelle che non sono
- Accettare i cambiamenti come inevitabili
- Ammettere gli errori
- Dire le cose in modo semplice
- Stare calmi
- Sorridere
sabato 16 gennaio 2010
ISSO, ESSA E 'O MALAMENTE
Un gruppo di operai della Fiat di Pomigliano d’Arco (NA), il cui contratto è scaduto a fine 2009, hanno assistito alla messa e poi portato in processione la statua del patrono della città, san Felice, a cui hanno affidato le speranze di mantenere il posto di lavoro.domenica 18 ottobre 2009
FUORI DAI COGLIONI
Comportamenti subdoli e vigliacchi adottati dalle aziende per eliminare, annientare e distruggere un dipendente. E’ arrivato il momento di alzare la testa e dire basta, i mezzi, pochi ma ci sono e funzionano. Facciamo il punto.- Mobbing: è un insieme di comportamenti definiti violenti. Si tratta di veri e propri abusi psicologici manifestati sotto forma di angherie, dispetti, vessazioni, emarginazione, umiliazioni, maldicenze e ostracismi perpetrati da parte di colleghi nei confronti di un lavoratore.
- bossing o job-bossing: è simile al mobbing, si differenzia dal fatto che viene messo in atto da un vertice aziendale verso un subordinato. Si tratta di una persecuzione tecnicamente affinata nei minimi dettagli, spesso con la complicità di altri attori vili e consenzienti, che mira a porre una persona nelle condizioni di doversi licenziare per alleviarsi le pene che subisce.
- straining: è un conflitto che si svolge sempre sul posto di lavoro, ad opera di persone che ricoprono ruoli di comando e si caratterizza prevalentemente con isolamento forzato, demansionamenti, mancato aggiornamento delle normali pratiche di lavoro, dal telefono che viene tolto definitivamente dalla scrivania, attacchi alla reputazione della persona e molestie sessuali.
Non bisogna assolutamente abbassare la guardia ma combattere, denunciare e portare in tribunale coloro che cagionano le angherie legate a questa pratica deplorevole. Raccogliere quanto più materiale sia possibile, anche le registrazioni audio servono per inchiodare questi personaggi che meritano assolutamente solo il carcere, senza condizionale. Chi non ha provato sulla propria pelle questo tipo di violenze, non riesce neppure lontanamente ad immaginare quanto devastanti siano e su quante altre realtà si ripercuotano: dalla famiglia, alla vita privata, agli amici, alla psiche, all’autostima. La prima cosa da fare è quella di non lasciarsi intimorire, rivolgersi ad un legale possibilmente specializzato in cause di lavoro e farsi certificare il mobbing, il bossing o lo straining secondo il metodo Ege 2002, questo è determinante in fase dibattimentale. Togliamoceli dalle palle.
venerdì 16 maggio 2008
MOBBING


La pratica del mobbing consiste nel vessare il dipendente o il collega di lavoro con diversi metodi di violenza psicologica o addirittura fisica. Ad esempio: sottrazione ingiustificata di incarichi o della postazione di lavoro, dequalificazione delle mansioni a compiti banali (fare fotocopie, ricevere telefonate, compiti insignificanti, dequalificanti o con scarsa autonomia decisionale) così da rendere umiliante il prosieguo del lavoro; rimproveri e richiami, espressi in privato ed in pubblico anche per banalità; dotare il lavoratore di attrezzature di lavoro di scarsa qualità o obsolete, arredi scomodi, ambienti male illuminati; interrompere il flusso di informazioni necessario per l'attività (chiusura della casella di posta elettronica, restrizioni sull'accesso a Internet); continue visite fiscali in caso malattia (e spesso al ritorno al lavoro, la vittima trova la scrivania sgombra). Insomma, un sistematico processo di "cancellazione" del lavoratore condotto con la progressiva preclusione di mezzi e relazioni interpersonali indispensabili allo svolgimento di una normale attività lavorativa.
In Italia non esiste una legge in materia di mobbing e quindi il mobbing non è configurato come specifico reato a sé stante. Gli atti di mobbing possono però rientrare in altre fattispecie di reato, previste dal codice penale, quali le lesioni personali gravi o gravissime, anche colpose che sono perseguibili di ufficio e si ritengono di fatto sussistenti nel caso di riconoscimento dell'origine professionale della malattia. La legge italiana disciplina anche il risarcimento del danno biologico, associabile a situazioni di mobbing.
Una sentenza del Tribunale di Pisa afferma la non computabilità nella durata della malattia delle assenze riconducibili alla violazione dell’obbligo aziendale di non aggravamento del compromesso stato di salute del dipendente.
La più frequente azione da mobbing consiste nel dequalificare il lavoratore per demotivarlo, farlo ammalare e costringerlo alle dimissioni, considerando che, sul piano giuridico, il demansionamento é vietato perché costituisce sempre lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore nel luogo di lavoro, tutelato dagli artt. 1 e 2 della Costituzione; il danno che ne deriva è suscettibile di per sé, di risarcimento (Cass. sez. lav. 12 nov. 2002, n. 15868; Corte d’Appello di Salerno, sez. lav., 17 aprile 2002).
Il lavoro è uno dei momenti fondamentali di autorealizzazione dell'individuo; la menomazione di questa opportunità per conflitti interpersonali nei luoghi di lavoro o per decisione dell'azienda, ente o amministrazione pubblica è un fatto gravissimo sia sotto l'aspetto della tutela individuale della persona, sia perchè genera delle diseconomie interne ed esterne, dirette ed indirette al luogo di lavoro. Se i mobbers di vedono tranquillo e pacifico ti aggrediscono in tutti i modi: l'importante è che tu lasci il tuo posto ad un loro amico o amica oppure non occuparti della loro gestione, dei privilegi di cui godono da tempo o delle nefandezze che compiono anzi queste ultime spesso, e parlo a ragion veduta, vengono tenute nascoste...
