
venerdì 8 gennaio 2010
ANCHE IL PORTOGALLO NEL CLUB DELLA CIVILTA'

venerdì 13 giugno 2008
A BORIS...MA VA A CAGARE....
di GIANNI CLERICI
Boris Becker non riesce, da adulto, ad essere all'altezza dell'ammirevole 17enne capace di vincere il suo primo Wimbledon (1985) affascinandoci non solo per potenza ma per tocco, e a farlo seguire da altre due vittorie ('86 e '89). Si è dunque reso alfine conto che le donne gemono e rantolano, in campo, da cui il ben noto neologismo "grantolo", ormai assunto anche da un dizionario. Non solo infatti le tenniste gemono (la Sharapova, la Williams), ma quelle loro emissioni vocali potrebbero - sempre secondo il nostro genio - suggerire analoghe sonorità riservate, per solito, ad intimità sessuali. Viene subito il sospetto che il povero Becker, fulmineo in un rapporto con una ancella tra un water e un bidet, che condusse un incolpevole fantolino al battesimo, non sia ancora riuscito a liberarsi da quel trauma.
Per essere meno vaghi, vale ricordare che i primi grantoli furono emessi da Monica Seles, nell'anno 1990. La Women Tennis Association, e l'ancor più conservatrice Federazione Internazionale, rivolsero un vigoroso suggerimento alla tennista, in seguito alle proteste di avversarie vivamente disturbate. Ne nacque una polemica, i gemiti vennero accuratamente inventariati, il livello dei decibel paragonato ad un acuto della Callas, ma non saltò in mente a nessuno che simile impiego delle corde vocali potesse ritenere gli acuti "malsani, capaci di rovinare le corde vocali", come ci fa sapere il Becker, di certo possessore di un diploma di laringoiatra.
Nacque dunque un confronto tra il partito pro-gemiti, liberale, e quello proibizionista. E , alla fine, i gemiti prevalsero, anche in seguito ad uno studio di laboratorio. Venimmo a sapere che, come accade nelle arti marziali alla pronuncia del Mantra detto KA, l'emissione è in grado di accrescere la forza del colpo di un 5-10%. E il grantolo divenne legale. Ora abbiamo un ex-campione costretto agli alimenti dalla prima moglie e dalla fulminea cameriera aiutata dal dna, colpito in seguito dalle tasse, e desideroso di pubblicità. E l'autore di queste righe è tanto ingenuo da stare al gioco, e diffondere la notizia pubblicata da un settimanale noto per approfondimenti filosofici quale G. C. Gentlemen's Quarterly.
domenica 8 giugno 2008
IN GINOCCHIO DA TE

La corsa alla presidenza della Repubblica di Silvio Berlusconi prosegue inesorabile, abbatte muri, supera steccati, non conosce ostacoli. Dopo l'idillio consumato con la maggioranza degli italiani, che oramai riconoscono in lui poteri semi-divinatori, completamente assuefatti dal messaggio subliminale catodico, l'Unto dal Signore sembra quasi stato illuminato sulla via di Arcore, ed è disposto a tutto pur di cucirsi addosso quell'aurea da statista, la sola in grado di garantirgli il più importante ruolo istituzionale di questa malata democrazia italiana.
Nella missione intrapresa per conto di Dio (che nella sua interpretazione teologica sarebbe poi sempre lui), stavolta la tappa tocca nientemeno che le stanze vaticane, dove l'interlocutore è un Santo padre tornato a rispolverare i fasti migliori della storia della Chiesa, in termini di rigidismo clericale e ingerenza cattolica nei confronti dello Stato confinante con quello pontificio. Tu favorisci me, finanziando scuole religiose, detassazioni varie alle mie proprietà e predominanza etica e culturale da contrapporre ai diritti della laicità moderna; io ti aiuto ad aprire, se non le porte dell'Eden, almeno quelle del Quirinale. Ciak, si gira.
Accompagnato da una delegazione del governo, all'arrivo in Vaticano il presidente del Consiglio attende il pontefice per espletare le solite formalità: baciamano e foto di rito, poi si chiudono le porte della biblioteca vaticana e inizia il colloquio privatissimo, che trattandosi di Berlusconi implica automaticamente anche la presenza Gianni Letta, il Cavaliere-ombra, ombra del Cavaliere.
"Le due parti hanno ribadito la volontà di continuare la costruttiva collaborazione bilaterale del contesto della comunità internazionale", si legge subito dopo l'incontro in un comunicato del Vaticano. Poi arriva il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi: "Fra Italia e Santa Sede c'è forte comunanza di vedute, le priorità sono la sacralità della persona e la famiglia".
Si arriva allo scambio dei doni. Il Cavaliere ha regalato a Benedetto XVI una croce da pettorale, in oro tempestato di diamanti e topazi, raffigurante episodi della storia della Chiesa. Il Papa ricambia prontamente con una penna commemorativa dei 500 anni della basilica vaticana. Commozione tra i presenti.
Di matrimoni, divorzi, figli, figliastri e devianze molteplici in fatto di etica e morale, casomai ne parleranno in altra occasione. Magari nella splendida location dei giardini del Quirinale.
si, io t’amo più della mia vita !
Ritornerò in ginocchio da te,
l’altra non è
non è niente per me,
ora lo so
ho sbagliato con te
ritornerò in ginocchio da te
e bacerò le tue mani amor
negli occhi tuoi
che hanno pianto per me
io cercherò
il perdono da te
e bacerò le tue mani amor.
Io voglio per me le tue carezze
si, io t’amo più della mia vita.
Io voglio per me le tue carezze
si, io t’amo più della mia vita
domenica 1 giugno 2008
ASSERTIVITA' OVVERO IMPARARE A DIRE CIO' CHE SI PENSA

lunedì 12 maggio 2008
BENEDETTO SESSO.....


Dal Corriere della Sera si apprende che il papa ci spiega come, dove, perchè e con chi possiamo fare all'amore. Benedetto XVI che per pubblica scelta, al momento dei voti, ha definitivamente rinunciato all' esercizio della sessualità (almeno dice), trova il modo di parlarne diffusamente in occasione di un incontro dedicato alla rievocazione dell' Enciclica "Humanae vitae" di Paolo VI. Quell' Enciclica fu il più feroce attacco della Chiesa cattolica alla diffusione dei metodi contraccettivi. Un' Enciclica assassina che, proibendo sempre e comunque l'uso del preservativo, ha contribuito anche alla diffusione esponenziale delle peggiori malattie sessualmente trasmissibili (MST). E adesso, invece di rivedere ed emendare quell' Enciclica da tutte le sue implicazioni criminali ai danni della demografia e della profilassi, ne convalida i contenuti aggiungendo il solito minestrone romantico-religioso, tanto per mascherarne i venefici effetti planetari. Bei tempi quando anacoreti e stiliti si limitavano ad esercitare la sessuofobia unicamente su se stessi, nel chiuso degli eremi o in cima alle colonne, attentissimi a evitare qualsiasi gesto peccaminoso -fino al punto di pisciarsi addosso pur di non toccare il pistolino- ma senza rompere le palle a chi il sesso se lo vuole liberamente e gioiosamente godere, ciascuno secondo il proprio libero e legittimo orientamento sessuale.