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giovedì 24 febbraio 2011

QUEST'UOMO E' PEGGIO DI GHEDDAFI

E' un deputato americano conservatore, Bobby Franklin deputato dello Stato della Georgia, autore di una incredibile proposta di legge che nemmeno il peggiore dei dittatori è mai arrivato a proporre: pena di morte a tutte le donne che abortiscono sia volontariamente che spontaneamente (dopo un intervento umano). 
Come si vede i pazzi schizofrenici abitano un po' dappertutto, non solo in Libia.
Mi chiedo con quale coraggio, poi, si possa andare per il mondo a dire che il proprio modello di vita è quello giusto.
Vergogna a lui ed a chi non lo ferma.

martedì 5 gennaio 2010

HANDS OFF CAINE

Certo che quando gli americani si muovono lo fanno sempre in grande stile. In autunno hanno dato mandato all'American Law Institute, un istituto giuridico molto influente, di valutare l'istituto della pena di morte e questo l'ha giudicato "un fallimento".



Senza tirare in ballo questo importante istituto giuridico bastava forse dare un'occhiata alla mappa mondiale dei Paesi mantenitori della pena capitale per rendersi conto che gli Stati Uniti "stonavano" in questa lista.

mercoledì 7 maggio 2008

PENA DI MORTE - USA FRA I PAESI SOTTOSVILUPPATI


La lunga sosta è finita: dopo otto mesi di riflessione l'America ha riattivato la morte di Stato. In Georgia, col beneplacito in extremis della Corte Suprema, è stato messo a morte William Earl Lynd, condannato per l'omicidio della sua ragazza vent'anni fa. L'amministrazione penitenziaria della Georgia per tutto il giorno aveva lavorato alla preparazione dell'iniezione letale. 53 anni, Lynd è stato messo a morte alle 19:51 ora locale (le 01:51 in Italia), dopo aver consumato l'ultimo pasto a base di hamburger e cipolla, pancetta e un gigantesco frappé alle fragole e aver chiesto un blando sedativo prima di esser portato nella camera della morte. La sua esecuzione che non avrebbe fatto notizia se non si fosse trattato della prima attuata da quando la Corte Suprema, il 16 aprile scorso, ha cancellato con un verdetto di 7-2 le speranze degli oppositori di veder dichiarate illegali le iniezioni letali. La decisione della Corte ha rimesso in movimento l'iter in vari stati. Nel 2007, complice anche lo stop a settembre, sono state 42 le esecuzioni negli Usa, il numero più basso dal 1994. Cinque dei 36 stati che prevedono la pena capitale stanno ripensandoci, per effetto del dibattito degli ultimi anni. Uno stato, il New Jersey, lo scorso anno è diventato il primo a rinunciare alla pena capitale da quando fu reintrodotta negli Stati Uniti nel 1977.


Mantenitori: 49 
Afghanistan, Arabia Saudita, Autorità Nazionale Palestinese*, 
Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Bielorussia, Botswana, Burundi, Ciad, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Giappone, Giordania, Guatemala, Guinea, Guinea Equatoriale, India, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Mongolia, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Saint Kitts e Nevis, Sierra Leone, Singapore, Siria, Somalia, Stati Uniti d’America, Sudan, Taiwan*, Thailandia, Trinidad e Tobago, Uganda, Vietnam, Yemen, Zimbabwe. 
  
  
In 
grassetto, le democrazie liberali1 (10) che mantengono la pena di morte 
  
* Stati non membri dell’ONU
  

domenica 4 maggio 2008

PER NON DIMENTICARE DA DOVE VENIAMO...


Cesare Bonesana, marchese di Beccaria (Milano, 15 marzo 1738 – Milano, 28 novembre 1794) è stato un giurista, filosofo, economista e letterato italiano, legato agli ambienti illuministi milanesi.

Fece parte del cenacolo dei fratelli Pietro ed Alessandro Verri, collaborò alla rivista Il Caffè e contribuì a fondare l'Accademia dei Pugni. Fu stimolato in particolare da Alessandro Verri, protettore dei carcerati, ad interessarsi alla situazione della giustizia.

Dopo la pubblicazione di alcuni saggi di economia, pubblicò nel 1764 Dei delitti e delle pene, breve scritto che ebbe enorme fortuna in tutta Europa ed in particolare in Francia, dove incontrò l'apprezzamento entusiastico dei filosofi dell'Enciclopedia e di Voltaire e dei philosophes più prestigiosi che lo tradussero e lo considerarono come un vero e proprio capolavoro.

Partendo dalla teoria contrattualistica, che sostanzialmente fonda la società su un contratto teso a salvaguardare i diritti degli individui, garantendo l'ordine, Beccaria definì il delitto come una violazione del contratto. La società nel suo complesso godeva pertanto di un diritto di autodifesa, da esercitare in misura proporzionata al delitto commesso (principio del proporzionalismo della pena) e secondo il principio contrattualistico per cui nessun uomo può disporre della vita di un altro.

Beccaria sosteneva quindi l'abolizione della pena di morte, che non impedisce i crimini e non è efficace come deterrente; si occupò della prevenzione dei delitti, favorita a suo avviso dalla certezza piuttosto che dalla severità della pena (principio elaborato per la prima volta dall'inglese Robert Peel). Beccaria sosteneva che per un qualunque criminale, una vita da trascorrere in carcere con l'ergastolo privativo della libertà, è peggiore di una condanna a morte, mentre l'esecuzione non vale come monito e deterrente al crimine in quanto le persone tendono a dimenticare e rimuovere completamente un fatto traumatico e pieno di sangue, anche perché nella memoria collettiva l'esecuzione non è collegata ad un ricordo di colpevolezza (non essendo stato seguito il processo).

La figlia Giulia fu la madre di Alessandro Manzoni.

Le opere sono state fonte d'ispirazione per saggi di sociologia e di filosofia contemporanea in tutto il mondo.

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