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martedì 25 maggio 2010

LA MORATTI E GLI INTER...PRETI


Se vuoi far conoscere qualcosa o qualcuno la censura è il mezzo più efficace per farlo. Stavolta tocca allo scultore Maurizio Cattelan che si è visto negare una sua opera, che vedete qui sopra, perchè giudicata inopportuna dal sindaco di Milano Moratti, dopo le proteste della diocesi milanese. L'opera avrebbe dovuto essere esposta a due passi dal Duomo. Dopo essersi lamentata anche per i festeggiamenti dei tifosi interisti nel postpartita di sabato, questa decisione ha il sapore del contentino. Davanti al Palazzo della Borsa, invece, campeggerà una mano gigante con il dito medio alzato. "E' ironica, è spiritosa, è arte - è stato il commento della Moratti - e l'arte non può essere imbavagliata. E anche la finanza in questo momento di crisi ha bisogno di un pò di ironia". E' proprio vero l'arte va inter...pretata...

mercoledì 3 settembre 2008

LA CHIESA ING-RANA LA RETRO


Lo scandalo è negli occhi di chi guarda (Antico Testamento).

Sono più scandalose queste due sculture o le dichiarazioni deliranti de "L'Osservatore Romano" a proposito della morte cerebrale? Pur di impedire che il Parlamento italiano approvi una Legge sul testamento biologico che garantisca a ciascuno di noi il diritto di decidere sulla nostra salute, sul nostro corpo e sulla nostra vita, i propagandisti cattolici mettono in discussione i protocolli scientifici sul concetto di "fine vita". 
Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica è deciso: “Sulle questioni di fine vita, la Chiesa non è più in grado di dare risposte ai nuovi problemi e diffonde inutile panico. Non sapendo più come gestire le nuove tecniche e trovandosi in serissime difficoltà sul caso Englaro, preferisce gettare discredito su tutte le nuove tecnologie, venendo anche a rimettere in discussione i trapianti d’organo. L’obiettivo è chiaro: bloccare il caso Englaro e fissare barriere alla legge sul testamento biologico che sarà tanto restrittiva da essere inutilizzabile”. Ignazio Marino afferma che la tesi della Scaraffia è “molto pericolosa e può mettere a serio rischio il futuro dei trapianti”, ricordando il “riconoscimento etico e morale” di Giovanni Paolo II sui trapianti e sul concetto di morte cerebrale.

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