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sabato 18 giugno 2011

DI SINISTRA MA ANCHE DI DESTRA

Veltroni si accoda a chi vorrebbe pagato il canone Rai direttamente nella bolletta dell'elettricità. Non è uno scherzo è quanto ha detto in un'intervista a Giovanni Minoli, l'unico problema (a parte l'idiozia della proposta) è che in sua compagnia c'è gente come Paolo Romani e Bruno Vespa. 
E' questa la strategia di certa sinistra che si propone di sostituire l'attuale governo? Scimmiottare gli originali abbiamo visto che non porta mai lontano, ma forse a qualcuno piace così. 
Il lungimirante Pannella lo soprannominò Veltrusconi. Difficile dargli torto.

giovedì 17 febbraio 2011

LA MOGLIE DI VESPA VOLA DA BERLUSCONI


Che ci sarà andata a fare la moglie di Bruno Vespa a Palazzo Grazioli? Molto semplice: per studiare con Berlusconi le strategie da tenere nel processo di Milano. 
A questo punto resta da chiedersi se le trasmissioni del marito rispettino le direttive aziendali. 
Chiedere a Masi.

sabato 27 novembre 2010

BRUNO VESPA SI PROSTITUISCE PER LA CAUSA



In men che non si dica i cosiddetti "pro-life" si sono organizzati a casa di amici e in settimana assisteremo ad una puntata di "Porta a Porta" completamente dedicata ai torturatori di corpi. Sì perchè costoro, oltre a pretendere il dominio delle nostre anime, vogliono lo stesso anche per i nostri corpi. 
Sentitesi offesi dal gran rifiuto di Fazio e Saviano sono quindi andati a piangere da "Mammamasi" che subito, dato che i favori vanno restituiti, li ha accontentati. 
Casini, Roccella, Quagliariello & Co. saranno lì in pole position a raccontarci di quanto è bello vivere attaccati ad una macchina e con la vitalità di un ficus benjamin.
La verità è che a questa gente rode che una voce, contraria al loro credo, si sia fatta ascoltare da più di 9 milioni di telespettatori e non sopportano l'idea del libero arbitrio. Evidentemente si sentono più potenti del dio che dicono di adorare ponendosi al di sopra dello stesso.
Negli ultimi 40 anni di storia italiana non sono mai cambiati, dal divorzio alla 194 raccontano sempre le stesse cose, chiedendosi in maniera superficiale: "cosa succederà dopo"?
Il trucco è sempre quello, seminare il terrore per farsì che nulla cambi. Nei due tentativi precedenti è andata male per loro e lo sarà pure stavolta. 

sabato 21 agosto 2010

BRUNO VESPA E "IL FIGLIO CHE SI DROGA"



Bruno Vespa ambiguo come al solito. Il "figlio che si droga" a cui si riferisce si chiama Silvio e non Gianfranco.

mercoledì 16 settembre 2009

LETTERA APERTA A BRUNO VESPA

Signor Vespa,

il governo sta sabotando l’informazione di Stato, lei si presta come boia di questa esecuzione lasciando trasmettere stasera, senza contraddittori, le menzogne di Berlusconi sull’Abruzzo. Lei è sorridente osservatore di questa mattanza Rai, che osteggia Report, scioglie Annozero e fa slittare a giovedì Ballarò per mettere i sudditi italiani davanti al sultano che lei imbeccherà con domande preconfezionate. Insomma un’informazione alla mussoliniana maniera che di questi tempi è molto in voga. Berlusconi stapperà lo champagne della propaganda per le 94 nuove abitazioni che verranno consegnate ad Onna, grazie ai soldi raccolti dai volontari di Trento e dalla Crocerossa a cui il governo non ha aggiunto un solo cent di bronzo.
La sua arrogante risposta: “si scusi o non verrà più”, data a me senza mezzi termini e a Franceschini velatamente, suona come una minaccia che rigetto al mittente, e metterò sul tavolo sordo dell’Agcom e della commissione di Vigilanza, ma che affiderò anche ai legali per constatare la sussistenza del ricatto intrinseco che le sue dichiarazioni contengono.
Lei conferma la sua concezione della tv pubblica perfettamente allineata alla nuova dirigenza di governo: roba nostra.
Le illustro, invece, la mia concezione: lei alle trasmissioni è ospite esattamente quanto il sottoscritto, e dovrebbe rispondere della sua reputazione e della sua professionalità a nessun altro se non ai cittadini. E questo, diciamocelo, anche fuori dalla camera caritatis, nel suo caso non avviene e non è mai avvenuto.
Io vedo, dunque, Porta a Porta come uno spazio che il pluralismo dell’informazione, ancora sulla carta, garantisce per legge, per par condicio e non per grazia ricevuta da Bruno Vespa o dal conduttore di turno.
La lascio con due illuminanti interrogativi che ogni italiano serba nel profondo e la cui risposta lascio a lei: come mai Porta a Porta non ha gli stessi problemi di messa in onda che hanno trasmissioni quali Report, Annozero o Ballarò? Come mai Berlusconi la preferisce ai suoi colleghi per essere intervistato?
Signor Vespa, ritengo che sia lei a doversi scusare con gli italiani per l’utilizzo che fa del servizio pubblico come veicolo di promozione degli interessi privati di Silvio Berlusconi.
Lancio un appello dalla Rete ai cittadini, ai politici dell’opposizione e al Capo dello Stato quale garante delle malandate istituzioni italiane:
- ai cittadini chiedo di boicottate Porta a Porta, cambiando canale questa sera, per stracciare lo share della trasmissione.

- ai politici dell’opposizione chiedo di rifiutare, per solidarietà verso Franceschini, che si è già espresso in questo senso, ogni proposta per la puntata riparatoria “del giorno dopo” in programma per il 23 settembre, in cui Bruno Vespa vorrà chiudere la partita del “salvo la faccia per la porcata del 15 settembre”.
- al Presidente della Repubblica chiedo di farsi garante dell’applicazione e del rispetto della legge che regola la par condicio nel garantire un’appropriata visibilità a tutti i principali partiti e/o movimenti politici.

Antonio Di Pietro
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