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mercoledì 16 febbraio 2011

CASTIGAT RIDENDO MORES


Lo si sapeva da tempo ma l'allergia alla satira da parte degli esponenti del centrodestra comincia a diventare imbarazzante e ieri ne abbiamo avuto conferma per l'ennesima volta. 
A Ballarò un nervosissimo Cicchitto (a rischio anafilassi) se la prende con Crozza attaccato anche la settimana prima da Sacconi. Al Festival di Sanremo, Luca e Paolo si beccano le proteste dei soliti servi della gleba, Masi (il gatto) e Mazza (la volpe) ed oggi sui giornali continua la consueta nenia destrorsa.
Insomma una destra nervosa e con nessuna voglia di ridere, anzi impegnata come non mai ad attaccare e possibilmente reprimere chi abbia voglia di fare un po' di satira. Forse, però, sono gli italiani stessi ad aver una gran voglia di ridere (nonostante tutto), come scrive Beaumarchais: "Cerco di ridere di tutto, per paura di essere costretto a piangerne" (Il Barbiere di Siviglia).
Sul frontone di alcuni teatri è posta la scritta: "Castigat ridendo mores", sarà per questo che il ministro Bondi ha tagliato i fondi per lo spettacolo?    

domenica 13 febbraio 2011

QUEL IRREFRENABILE DESIDERIO


Ci siamo giustamente incazzati per i ricatti di Marchionne, per la maleducazione di Belpietro, per la violenza di La Russa, per le negligenze di Bondi e per Berlusconi. Però, farci venire il sangue amaro per le nefandezze di un impero che si sta sgretolando, forse non vale la pena; dobbiamo solo aspettare e tutto questo sarà finito. Se persino l'Impero Romano è caduto, figuriamoci cosa ne sarà di una egemonia retta da quattro stronzi. 

Quindi da cosa dobbiamo veramente ribellarci? Il nemico invisibile dal quale guardarci è ciò che lasceranno questi signori: la loro funesta visione del mondo. La cultura che sono riusciti ad instillare è quella dell'obbedienza incondizionata, consapevoli che, nella nostra società, è venuta meno la forza della contestazione che aveva caratterizzato i decenni precedenti. Oggi chiunque abbia delle funzioni direttive di qualsiasi livello, non si fa alcuno scrupolo ad andare contro le esigenze delle categorie che rappresenta, anzi, quando questi soggetti arrivano nella "stanza dei bottoni" significa che ti devi confrontare con degli avversari in più. 
E' vero, è una storia vecchia questa, tanto che in dialetto milanese esiste uno splendido proverbio che recita: "Quand la merda la munta al scagn, o che la spusa, o che la fà dagn!". (Quando la merda sale di livello, essendo una merda, non può fare che due cose: o puzzare, o fare danni). Nulla di più vero. Sanno di sbagliare, ma sono comunque spinti dal loro irrefrenabile desiderio di prevaricare gli altri e i loro diritti. 
Circa 2 anni e mezzo fa scrissi questo post, che mi diede tante soddisfazioni. Ma veramente tante. Chissà che questo non faccia altrettanto.

martedì 23 novembre 2010

LA MERITOCRAZIA SECONDO BONDI


Eppoi vanno li in televisione a riempirsi la bocca parlando di meritocrazia. 
Ciò che sanno fare è sempre lo stesso.   
Sì forse per loro si chiamerà meritocrazia, in effetti devi avere il merito di conoscere le persone giuste per arrivare nei posti giusti. Vero Bondi?

lunedì 8 novembre 2010

E ADESSO CHI SONO I COGLIONI?


Manco il Vesuvio era riuscito a buttarla giù, c'è voluto il ministro Bondi per farlo. 
Ma vaffanculo va...

sabato 14 agosto 2010

BONDI STRATEGA DEL PD

Bondi detta la politica del PD.
Il bello è che dall'altra parte ci stanno pensando...
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