| Le cilene si ribellano |
| Manifestazioni contro la decisione del Tribunale costituzionale di proibire la distribuzione della pillola del giorno dopo |
Anche in Cile è iniziato il dibattito sulla pillola del giorno dopo. Donne di tutte le età sono scese per le strade della capitale Santiago per chiedere al governo di ritirare il decreto legge che proibisce la distribuzione gratuita della pillola. Le organizzazioni femministe, sul piede di guerra, fanno sapere che la decisione del Tribunal Constitucional è da considerarsi come una vera e propria discriminazione nei confronti delle donne, alle quali viene proibito di decidere autonomamente del proprio corpo. “Quella in atto è una sorta di pressione morale contro le donne”, dicono gli organizzatori della manifestazione, che aggiungono: “Il tema dell'evento, infatti, è: Cile rialzati contro questa dittatura morale”. “E' la prima volta che sento la necessità di scendere per la strada a protestare contro questa assurda decisione” dice il blogger Rodrigo. “I partiti del nostro Paese non si rendono conto delle dimensioni della protesta sociale alla quale stiamo andando incontro”. Anche il Movimiento por la Defensa de la Anticonception contesta la decisione del Tribunal e secondo loro “è solo una mossa della destra parlamentare che con il consenso e l'appoggio della chiesa cattolica cerca di proibire la distribuzione nei consultori pubblici. Però a pagamento la pillola sarebbe disponibile. Chiediamo di poter essere libere di decidere della nostra libertà sessuale, di decidere del nostro corpo”. |
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