lunedì 23 giugno 2008

Y AHORA ADELANTE...


Adesso che la Spagna ci ha battuti anche a calcio non abbiamo più nessun alibi nell'affermare che ci hanno superato in tutto, sono veramente più avanti di noi e dovremo farcene una ragione.

Non parlo solo di calcio ma mi riferisco a economia, società, cultura e diritti. La partita non è stata altro che l'esatto specchio del momento in cui stanno vivendo i nostri due Paesi, la Spagna vivace, dinamica, intraprendente ed ottimista, l'Italia spenta, triste, decadente e pessimista.

E' stata una eliminazione meritata e se proprio dovevamo perdere meglio perdere dalla Spagna che da qualcun'altro e se è vero come è vero che il calcio è una metafora della vita, allora dovremmo imparare tutti dalla giornata di stasera. Dovremmo smetterla di essere arroganti e superficiali, convinti, come siamo, che nessuno può insegnarci nulla, ma al contrario accettare il confronto ed il dialogo con chi non la pensa esattamente come noi. Dovremmo smetterla di vivere nel passato ma guardare avanti e programmare il futuro cosa che la Spagna, in questi anni, ha fatto e noi no. Noi siamo quelli della politica del tirare a campare e non è un caso che un proverbio nostrano reciti: "Francia o Spagna purchè se magna"...e io pago!

sabato 21 giugno 2008

NOIO VOLEVON SAVUAR L'INDIRIS.....

Dopo l'errore sulla poesia di Montale, presentata come ispirata a una donna, ma in realtà dedicata a un uomo, il ballerino russo Boris Kniaseff, ecco puntuale arrivare l'errore (ma sarebbe più giusto chiamarlo orrore) nell'esame di inglese. Il Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ha voluto dare un segnale di efficienza e rigore immediatamente, nominando  un nuovo presidente della struttura tecnica per gli esami di Stato. Il professor Luciano Favini, dirigente tecnico del Ministero, dopo l'operazione "punitiva", subentra all'ispettrice Caterina Petruzzi. 
Finalmente è successo "l'incidente" per far scoprire a tutti quanto la scuola italiana sia piena di professori, tanti, che sono assolutamente inadeguati a ricoprire quel ruolo a fronte di, pochi, che invece lavorano con molta serietà e preparazione e molti altri, di solito i più meritevoli, costretti ad andare all'estero...


venerdì 20 giugno 2008

CENSURA: IN ITALIA COME IN CINA




Condannato da un tribunale della Repubblica lo storico Carlo Ruta per il reato di “stampa clandestina”, per aver curato il sito internet di documentazione storica e sociale “accadeinsicilia”, già oscurato d’ autorità. 

La condanna ha suscitato forti reazioni e viene considerata in un documento “un fatto gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia. 

La sentenza è stata emessa da Patricia Di Marco, giudice presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell’Antimafia Francesco Forgione, in relazione alla gestione dell’inchiesta giudiziaria sul caso del giornalista Spampinato.

“Una sentenza del genere, che – precisa un documento di alcuni amici e colleghi dello storico siciliano -, reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un’assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. E’ quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell’informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione”. Carlo Ruta era già stato vittima di vari episodi di intimidazione giudiziaria, culminati in una condanna a 8 mesi di reclusione

giovedì 19 giugno 2008

GOBETTI E LE PROVE TECNICHE DI TEO-FASCISMO


107 anni fa nasceva Piero Gobetti, intellettuale, giornalista, politico antifascista. Gobetti vuole la “rivoluzione liberale”, cioè un nuovo liberalismo; scrive mentre si sta affermando il regime fascista, ha un’avversione contro il fascismo anche perché non è qualcosa di nuovo ma, anzi, il risultato di coloro che hanno governato l’Italia: condanna della classe dirigente liberale. Il fascismo nasce dall’invadenza del cattolicesimo e dalla demagogia dell’Italia liberale: “Fascismo come autobiografia della nazione”, il fascismo è, insomma, solo l’incancrenirsi dei mali tradizionali della società italiana.
Questo panorama ricorda quello che stiamo vivendo oggi, è proprio vero che la storia si ripete e noi continuiamo a fare gli stessi errori di un tempo. Qualcuno, soprattutto a sinistra, dovrebbe ricordarsi più spesso di quel periodo storico e di quali furono le cause che portarono alla tragedia del fascismo, padre del nazismo conclusosi come sappiamo con la seconda guerra mondiale. Gobetti si oppone con ogni mezzo al fascismo e paga con la propria vita. La lotta sociale deve essere portata in Parlamento e dar vita ad una lotta politica efficiente ed efficace. Ebbene. Il Duce nel primo decennio pensò bene di soffocare la lotta politica, quando questa più di ogni altra cosa necessitava all'Italia. Così Mussolini per Gobetti era l'eroe rappresentativo di questa stanchezza e di questa aspirazione di riposo che si esplicava nel tacito consenso della popolazione allo sradicamento di ogni lotta politica nella nazione, non trovate molte analogie con la politica italiana di oggi? E' tempo che qualcuno si prenda l'incarico di opporsi a questo stato di cose...come fare? 

mercoledì 18 giugno 2008

TOTO' A COLORI

E' primo film italiano a colori e data 1952 è un film comico fra i più divertenti della storia del cinema italiano ecco qui la mitica scena del wagon-lit buon divertimento...

Parte 1



Parte 2



Totò a colori

Prima pellicola italiana a colori (Ferraniacolor). È un'antologia dei più famosi sketch di rivista del grande comico e soprattutto delle sue esibizioni marionettistiche più geniali: il Pinocchio folle e metafisico, il gran finale del direttore d'orchestra. Fotografia di Tonino Delli Colli. “... non era il caso di stare a fare della regia. Fu come se avessi dato la macchina da presa in mano a Totò. I tempi di Totò erano perfetti, perché lui li aveva sperimentati anni e anni con il pubblico” (Steno).

lunedì 16 giugno 2008

QI

Le persone che hanno un Quoziente di Intelligenza (Qi) più alto rispetto alla media è meno probabile che credano in Dio. Questo è quanto emerge da un nuovo studio effettuato dal Professor Richard Lynn, professore di psicologia presso l’Università di Ulster.
Lo studio dimostra come ci sia stato, in 137 nazioni sviluppate, un calo del credo religioso nel 20° secolo dovuto ad un aumento medio dell’
intelligence.
La società , dice il professore, ha molti più membri dell’ “
élite intellettuale” e la maggior parte di questi si considera ateo.
Lynn, ha affermato che gli accademici universitari è meno probabile che credono in Dio di chiunque altro. Un sondaggio della
Royal Society ha provato che solo il 3,3 per cento dei borsisti crede in Dio in una popolazione generale, quella del Regno Unito, in cui il 68,5 per cento è ritenuto credente.
Un altro sondaggio negli anni '90 ha rilevato che solo il sette per cento dei membri della
American National Academy of Sciences credeva in Dio.
Nello studio si evince anche che la maggior parte bambini della scuola primaria crede in Dio, ma appena entrano nell’adolescenza - e la loro aumenta la loro capacità intellettiva - molti iniziano ad avere dubbi.

ITALIA GOLPE SOFT?





Le cose che sono successe in queste settimane in Italia vengono dipinte come necessarie per le libertà individuali ma non sono altro che l'inizio di un golpe, un golpe soft senza spargimenti di sangue ma pur sempre un golpe.
L'assemblea annuale della Federazione europea dei giornalisti condanna il progetto di legge del governo italiano che, con la scusa della privacy, vuole stabile sanzioni penali - fino a tre anni di carcere - per i giornalisti che pubblichino informazioni o citino notizie di inchieste giudiziarie. È il caso soprattutto delle intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura. Questa è un'iniziativa - prosegue il documento - che mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce ai cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle inchieste giudiziaria. Questo modo di procedere è contrario ai principi universali dei diritti dei media e della loro funzione nelle democrazie moderne. I giornalisti, infatti, non devono nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti libere sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di proteggere. Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'assemblea annuale della Fej sostiene il sindacato dei colleghi italiani, la Fnsi, nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il disegno di legge e fa appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a modificarlo profondamente. Non solo ma quando emerge un reato nei confronti di un sacerdote, dev’essere immediatamente avvertito il vescovo, e quando emerge un reato a carico di un vescovo dev’essere avvertito il Vaticano. Ora, è evidente che se il vescovo viene immediatamente avvertito è ovvio che il prete probabilmente verrà a conoscenza immediatamente delle indagini contro di lui e ciò renderà quasi impossibile che il prete faccia un passo falso.

E' quello che è successo col caso di don Mauro Stefanoni, per cui sono indagati per favoreggiamento personale il vescovo di Como Alessandro Maggiolini, il vescovo di Crema Oscar Cantoni e mons. Enrico Bedetti.
Se indagano un cittadino italiano, un vescovo, dobbiamo avvertire il capo di governo di uno stato estero, il Segretario di Stato vaticano. A me sembra una assurdità.
E' una norma indegna di un paese civile, che ha abolito il foro ecclesiastico nel 1850 (legge Siccardi).
In tutto questo clima non c'è nessuna voce contraria nessuno che abbia il coraggio di affrontare queste limitazioni della libertà con proposte alternative arrivando anche al muro contro muro, se l'opposizione non morde è destinata all'estinzione ed allora si non sarà più soft il golpe che stiamo subendo...

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domenica 15 giugno 2008

ASPETTANDO...GODO....


Servizi sociali anche per le coppie di fatto e le unioni gay. La Puglia è, da oggi, una regione all'avanguardia: ne è convinto il presidente della Regione, Nichi Vendola. Il disegno di legge è stato approvato a maggioranza, senza che sia proseguito l'ostruzionismo dell'opposizione di centrodestra. 
"E' una legge - spiega Vendola - d'avanguardia in tutta Italia per tre ragioni. Difende fino in fondo la famiglia, così come protetta dall'articolo 29 della Costituzione; estende i servizi sociali alle coppie di fatto, cioè accetta il principio dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; ridisegna il sistema dei servizi e mette l'accento non sul bisogno di assistenza, che talvolta rappresenta una sorta di pietas pubblica, ma sui percorsi di autodeterminazione, valorizzando la soggettività". 
Per l'Udc si tratta di "un fatto gravissimo". Del resto, sostiene Luca Volonté, "la mancata approvazione della riforma costituzionale consente alla legislazione regionale il superamento dell'articolo 29. Grazie al governatore Vendola è stato sferrato un colpo mortale alla famiglia tradizionale, arrecandole inoltre anche un grave pregiudizio economico. I leader dell'Unione, a partire da Rutelli - aggiunge il capogruppo centrista alla Camera - non possono fingere di non sapere che cosa succede nelle Regioni". 
Il papa Re in visita alla regione Puglia attacca i froci le cui unioni d'amore, se riconosciute in qualunque modo dalle Istituzioni, indebolirebbero la famiglia tradizionale. In pratica è come se riconoscesse che se non ci fosse il freno dell'omofobia e della riprovazione sociale alimentata da lui stesso e dai froci repressi (ma forse no) che costituiscono gan parte delle gerarchie cattoliche, i maschi italiani invece di sposarsi con le donne penserebbero solo ad accoppiarsi fra loro. Idem per le femmine. Intanto aspettando la contromossa dei killer delle libertà...godo...

Sabato 14 maggio 2008, in p.za S. Oronzo a Lecce, dalle ore 18,00 alle 22,00, manifestazione di diverse associazioni, per manifestare con interventi, musica e volantinaggio e denunciare la servile e costosa (oltre 6 milioni di euro) visita del papa a Leuca e Brindisi.

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