
lunedì 23 giugno 2008
Y AHORA ADELANTE...

sabato 21 giugno 2008
NOIO VOLEVON SAVUAR L'INDIRIS.....
venerdì 20 giugno 2008
CENSURA: IN ITALIA COME IN CINA

Condannato da un tribunale della Repubblica lo storico Carlo Ruta per il reato di “stampa clandestina”, per aver curato il sito internet di documentazione storica e sociale “accadeinsicilia”, già oscurato d’ autorità.
La condanna ha suscitato forti reazioni e viene considerata in un documento “un fatto gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia.
La sentenza è stata emessa da Patricia Di Marco, giudice presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell’Antimafia Francesco Forgione, in relazione alla gestione dell’inchiesta giudiziaria sul caso del giornalista Spampinato.
“Una sentenza del genere, che – precisa un documento di alcuni amici e colleghi dello storico siciliano -, reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un’assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. E’ quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell’informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione”. Carlo Ruta era già stato vittima di vari episodi di intimidazione giudiziaria, culminati in una condanna a 8 mesi di reclusione
giovedì 19 giugno 2008
GOBETTI E LE PROVE TECNICHE DI TEO-FASCISMO

107 anni fa nasceva Piero Gobetti, intellettuale, giornalista, politico antifascista. Gobetti vuole la “rivoluzione liberale”, cioè un nuovo liberalismo; scrive mentre si sta affermando il regime fascista, ha un’avversione contro il fascismo anche perché non è qualcosa di nuovo ma, anzi, il risultato di coloro che hanno governato l’Italia: condanna della classe dirigente liberale. Il fascismo nasce dall’invadenza del cattolicesimo e dalla demagogia dell’Italia liberale: “Fascismo come autobiografia della nazione”, il fascismo è, insomma, solo l’incancrenirsi dei mali tradizionali della società italiana.
mercoledì 18 giugno 2008
TOTO' A COLORI
Parte 2
Prima pellicola italiana a colori (Ferraniacolor). È un'antologia dei più famosi sketch di rivista del grande comico e soprattutto delle sue esibizioni marionettistiche più geniali: il Pinocchio folle e metafisico, il gran finale del direttore d'orchestra. Fotografia di Tonino Delli Colli. “... non era il caso di stare a fare della regia. Fu come se avessi dato la macchina da presa in mano a Totò. I tempi di Totò erano perfetti, perché lui li aveva sperimentati anni e anni con il pubblico” (Steno).
lunedì 16 giugno 2008
QI
Le persone che hanno un Quoziente di Intelligenza (Qi) più alto rispetto alla media è meno probabile che credano in Dio. Questo è quanto emerge da un nuovo studio effettuato dal Professor Richard Lynn, professore di psicologia presso l’Università di Ulster.Lo studio dimostra come ci sia stato, in 137 nazioni sviluppate, un calo del credo religioso nel 20° secolo dovuto ad un aumento medio dell’intelligence.
La società , dice il professore, ha molti più membri dell’ “élite intellettuale” e la maggior parte di questi si considera ateo.
Lynn, ha affermato che gli accademici universitari è meno probabile che credono in Dio di chiunque altro. Un sondaggio della Royal Society ha provato che solo il 3,3 per cento dei borsisti crede in Dio in una popolazione generale, quella del Regno Unito, in cui il 68,5 per cento è ritenuto credente.
Un altro sondaggio negli anni '90 ha rilevato che solo il sette per cento dei membri dellaAmerican National Academy of Sciences credeva in Dio.
Nello studio si evince anche che la maggior parte bambini della scuola primaria crede in Dio, ma appena entrano nell’adolescenza - e la loro aumenta la loro capacità intellettiva - molti iniziano ad avere dubbi.
ITALIA GOLPE SOFT?


Le cose che sono successe in queste settimane in Italia vengono dipinte come necessarie per le libertà individuali ma non sono altro che l'inizio di un golpe, un golpe soft senza spargimenti di sangue ma pur sempre un golpe.
L'assemblea annuale della Federazione europea dei giornalisti condanna il progetto di legge del governo italiano che, con la scusa della privacy, vuole stabile sanzioni penali - fino a tre anni di carcere - per i giornalisti che pubblichino informazioni o citino notizie di inchieste giudiziarie. È il caso soprattutto delle intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura. Questa è un'iniziativa - prosegue il documento - che mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce ai cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle inchieste giudiziaria. Questo modo di procedere è contrario ai principi universali dei diritti dei media e della loro funzione nelle democrazie moderne. I giornalisti, infatti, non devono nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti libere sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di proteggere. Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'assemblea annuale della Fej sostiene il sindacato dei colleghi italiani, la Fnsi, nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il disegno di legge e fa appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a modificarlo profondamente. Non solo ma quando emerge un reato nei confronti di un sacerdote, dev’essere immediatamente avvertito il vescovo, e quando emerge un reato a carico di un vescovo dev’essere avvertito il Vaticano. Ora, è evidente che se il vescovo viene immediatamente avvertito è ovvio che il prete probabilmente verrà a conoscenza immediatamente delle indagini contro di lui e ciò renderà quasi impossibile che il prete faccia un passo falso.
Se indagano un cittadino italiano, un vescovo, dobbiamo avvertire il capo di governo di uno stato estero, il Segretario di Stato vaticano. A me sembra una assurdità.
E' una norma indegna di un paese civile, che ha abolito il foro ecclesiastico nel 1850 (legge Siccardi).
domenica 15 giugno 2008
ASPETTANDO...GODO....

Servizi sociali anche per le coppie di fatto e le unioni gay. La Puglia è, da oggi, una regione all'avanguardia: ne è convinto il presidente della Regione, Nichi Vendola. Il disegno di legge è stato approvato a maggioranza, senza che sia proseguito l'ostruzionismo dell'opposizione di centrodestra.