mercoledì 8 aprile 2009

ARRENDERSI MAI...

Quando è stata portata giù dai pompieri ha chiesto un attimo per pettinarsi, ha mangiato qualche crackers per rimettersi su e, a chi le chiedeva cosa avesse fatto o pensato durante quelle interminabili trenta ore sotto le macerie della sua casa di Tempera, candidamente ha risposto: “Ho lavorato all’uncinetto”. Maria D' Antuono, 98 anni, è un’anziana coraggiosa oltre che un simbolo di speranza per i parenti che ancora sognano di riabbracciare i loro cari dispersi sotto cumuli di polvere e calcinacci. Il coraggio lo ha imparato anche a forza di vivere drammi. Nella sua lunga vita, infatti, Ines è sopravvissuta al terremoto della Marsica nel 1915, che devastò il suo paese, Castel di Ieri. Tre anni dopo vide morire due sorelline nel crollo improvviso della sua casa, che era stata frettolosamente dichiarata agibile dai tecnici all’epoca del sisma. E nella notte fra domenica e lunedì è sopravvissuta anche al sisma che ha stravolto l’Abruzzo. I soccorritori l’hanno salvata alle 8 di ieri mattina: era rimasta ferma nel suo letto, sotto i calcinacci, e per non farsi prendere dalla noia o dalla disperazione, si è distratta con un passatempo, l’uncinetto. Dopo trenta ore in attesa dei soccorsi, le hanno dato dei crackers ma prima che al cibo, lei ha pensato a rendersi presentabile: “Almeno fatemi pettinare!”, ha chiesto a chi la portava in salvo. Poi, tornata seria, ha pensato ai suoi concittadini: “É dura, mi piange il cuore per tutta questa gente che sta nella tragedia”, ha detto Maria. “Ma bisogna farsi coraggio e io cerco di farne agli altri perché ho lottato tutta la vita. Coraggio ragazzi!”.
Forza nonna Maria vorremmo essere tutti come te.

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