lunedì 16 giugno 2008

ITALIA GOLPE SOFT?





Le cose che sono successe in queste settimane in Italia vengono dipinte come necessarie per le libertà individuali ma non sono altro che l'inizio di un golpe, un golpe soft senza spargimenti di sangue ma pur sempre un golpe.
L'assemblea annuale della Federazione europea dei giornalisti condanna il progetto di legge del governo italiano che, con la scusa della privacy, vuole stabile sanzioni penali - fino a tre anni di carcere - per i giornalisti che pubblichino informazioni o citino notizie di inchieste giudiziarie. È il caso soprattutto delle intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura. Questa è un'iniziativa - prosegue il documento - che mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce ai cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle inchieste giudiziaria. Questo modo di procedere è contrario ai principi universali dei diritti dei media e della loro funzione nelle democrazie moderne. I giornalisti, infatti, non devono nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti libere sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di proteggere. Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'assemblea annuale della Fej sostiene il sindacato dei colleghi italiani, la Fnsi, nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il disegno di legge e fa appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a modificarlo profondamente. Non solo ma quando emerge un reato nei confronti di un sacerdote, dev’essere immediatamente avvertito il vescovo, e quando emerge un reato a carico di un vescovo dev’essere avvertito il Vaticano. Ora, è evidente che se il vescovo viene immediatamente avvertito è ovvio che il prete probabilmente verrà a conoscenza immediatamente delle indagini contro di lui e ciò renderà quasi impossibile che il prete faccia un passo falso.

E' quello che è successo col caso di don Mauro Stefanoni, per cui sono indagati per favoreggiamento personale il vescovo di Como Alessandro Maggiolini, il vescovo di Crema Oscar Cantoni e mons. Enrico Bedetti.
Se indagano un cittadino italiano, un vescovo, dobbiamo avvertire il capo di governo di uno stato estero, il Segretario di Stato vaticano. A me sembra una assurdità.
E' una norma indegna di un paese civile, che ha abolito il foro ecclesiastico nel 1850 (legge Siccardi).
In tutto questo clima non c'è nessuna voce contraria nessuno che abbia il coraggio di affrontare queste limitazioni della libertà con proposte alternative arrivando anche al muro contro muro, se l'opposizione non morde è destinata all'estinzione ed allora si non sarà più soft il golpe che stiamo subendo...

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