lunedì 23 giugno 2008

Y AHORA ADELANTE...


Adesso che la Spagna ci ha battuti anche a calcio non abbiamo più nessun alibi nell'affermare che ci hanno superato in tutto, sono veramente più avanti di noi e dovremo farcene una ragione.

Non parlo solo di calcio ma mi riferisco a economia, società, cultura e diritti. La partita non è stata altro che l'esatto specchio del momento in cui stanno vivendo i nostri due Paesi, la Spagna vivace, dinamica, intraprendente ed ottimista, l'Italia spenta, triste, decadente e pessimista.

E' stata una eliminazione meritata e se proprio dovevamo perdere meglio perdere dalla Spagna che da qualcun'altro e se è vero come è vero che il calcio è una metafora della vita, allora dovremmo imparare tutti dalla giornata di stasera. Dovremmo smetterla di essere arroganti e superficiali, convinti, come siamo, che nessuno può insegnarci nulla, ma al contrario accettare il confronto ed il dialogo con chi non la pensa esattamente come noi. Dovremmo smetterla di vivere nel passato ma guardare avanti e programmare il futuro cosa che la Spagna, in questi anni, ha fatto e noi no. Noi siamo quelli della politica del tirare a campare e non è un caso che un proverbio nostrano reciti: "Francia o Spagna purchè se magna"...e io pago!
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