giovedì 8 maggio 2008

L'ELOGIO DI ZAPATERO...E DI RAJOY







Se fossi stato cittadino spagnolo non avrei avuto dubbi nel votare per Zapatero, sia per come viene presentato qui in Italia sia per quanto fastidio dia negli ambienti di destra e di una certa sinistra, ma dopo aver letto questo articolo del quotidiano El Pais le mie convinzioni non sono poi cosi tanto certe e spiego subito il perchè. 
In quasi tutto il mondo occidentale ciò che differenzia la politica di centro destra da quella di centro sinistra è l'economia e cioè come produrre e distribuire la ricchezza, quindi le differenze dei programmi pre-elettorali dei due principali schieramenti sono minime. Da noi, invece, si assiste ogni volta a delle battaglie ideologiche su ciò che deve rappresentare la destra e la sinistra. Ormai è da qualche decennio che seguo la politica e posso dire, con tutta onestà, che la vita della maggior parte delle persone che vivono in questo Paese, non cambia se a governare c'è la destra o la sinistra perchè non saranno certo quelle centinaia di Euro in più o in meno a cambiare il nostro stile di vita. Ciò che invece fa la differenza, a mio parere, è il sentirsi più o meno liberi soprattutto se ci confrontiamo coi nostri vicini europei. Qui da noi i politici di destra e di una certa sinistra, fanno la parte dei difensori dei valori della famiglia tradizionale, dei diritti della maggioranza etc. etc. cioè si comportano da politici di destra (poco importa se, invece, hanno tutti l'amante e 3 o 4 mogli...). In Spagna, invece, nemmeno il Partido Popular intende obbedire e inchinarsi ai diktat dei vescovi spagnoli e del papa… che avevano organizzato un family day dicendo NO a: matrimoni gay, aborto e divorzio breve. Insomma la partita principale contro Zapatero Rajoy se l'è giocata sull’Economia e non sui Diritti Civili. E poi ci si stupisce che la Spagna superi l’Italia.
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