venerdì 29 maggio 2009

JOSE' SARAMAGO CENSURATO A CAUSA DI BERLUSCONI

Il poeta Josè Samarago, premio Nobel per la letteratura nel 1998, non pubblichera la sua ultima opera "O caderno", scritti tratti dal suo blog, con la società editrice Einaudi. Questo perchè Samarago osa giudicare in maniera negativa il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che è il proprietario della casa editrice, e il popolo italiano che l'ha eletto. Infatti usa frasi come "Nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente?". In un altro punto definisce Berlusconi addirittura un "capo mafioso". Di conseguenza nulla di questo verrà edito in Italia.
Intervistato da un giornalista del Corriere della Sera,
lo scrittore ha confermato la notizia, dicendo che i giudizi che lui esprime sono duri, ma sono basati sulle cronache giornalistiche provenienti dall'Italia e dal resto del mondo, commentando: "La verità è che quella che si è creata potrebbe essere definita una situazione pittoresca se il fatto che un politico accumuli tanto potere non facesse temere per la qualità della democrazia". E quando il giornalista gli fa notare che l'ha paragonato ad un capo mafioso, il premio Nobel gli fa notare: "Davvero le sembra esagerato? È sicuro? Al meno mi concederà che ha una mentalità mafiosa". E sulla censura da lui subita: "Ho conosciuto la censura durante la dittatura portoghese, l’ho sofferta e combattuta e nessuno in una situazione di apparente normalità demo­cratica mi potrebbe chiedere di amputare una mia opera".
Insomma, sappiamo farci conoscere, se da noi c'è meno libertà che in Portogallo sotto la dittatura di Salazar...è tutto dire...
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