mercoledì 10 marzo 2010

ROSARIO DIGITALE AL POSTO DEI PRESERVATIVI?


Leggo sulla Repubblica di oggi che, dopo una votazione da parte di tutti gli studenti, nei bagni di un liceo romano verranno messi dei distributori di preservativi. Ovviamente, il Vaticano è contrario. E sempre di più urlo il mio disappunto e mi dichiaro totalmente laicista, perchè CREDO che non ci debbano essere interferenze religiose o confessionali (dirette o indirette) in ambito legislativo, esecutivo e giudiziario di uno Stato. E in questo caso l'interferenza è alquanto irritante. Si parla di una scuola pubblica, di Stato appunto. Ma è mai possibile che non impariamo niente da chi sta oltre confine? E' mai possibile che uno stato estero nei nostri confini sia ancora così presente (anche) nelle vite di chi non lo riconosce? In Belgio e Finlandia c'è l'ora di etica alternativa e dal 2003 i gay belgi possono sposarsi. Idem nei Paesi Bassi e Svezia. In Danimarca, al posto dell'ora di religione, i genitori possono offrire un'alternativa "pedagocicamente valida" e le unioni gay sono riconosciute. In Francia ci sono i PACS e dal 1905 (!) è vietata l'esposizione di simboli religiosi in luoghi pubblici. In Germania gli atei sono equiparati e riconosciuti, i gay hanno tutti i diritti degli etero (in Inghilterra possono anche adottare). In Spagna c'è Zapatero, e non aggiungo altro. In Italia, invece, c'è Berlusconi e le sue leggi ad personam, c'è il Vaticano e i gay hanno solo doveri e nessun diritto. Siamo proprio al passo col resto d'Europa. In compenso però, da oggi, c'è il rosario digitale (scaricabile anche sul cellulare) con tanto di pubblicità in TV. Mettiamolo al posto dei preservativi nelle scuole così magari i ragazzi pregano invece di commettere atti impuri...


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