domenica 13 febbraio 2011

QUEL IRREFRENABILE DESIDERIO


Ci siamo giustamente incazzati per i ricatti di Marchionne, per la maleducazione di Belpietro, per la violenza di La Russa, per le negligenze di Bondi e per Berlusconi. Però, farci venire il sangue amaro per le nefandezze di un impero che si sta sgretolando, forse non vale la pena; dobbiamo solo aspettare e tutto questo sarà finito. Se persino l'Impero Romano è caduto, figuriamoci cosa ne sarà di una egemonia retta da quattro stronzi. 

Quindi da cosa dobbiamo veramente ribellarci? Il nemico invisibile dal quale guardarci è ciò che lasceranno questi signori: la loro funesta visione del mondo. La cultura che sono riusciti ad instillare è quella dell'obbedienza incondizionata, consapevoli che, nella nostra società, è venuta meno la forza della contestazione che aveva caratterizzato i decenni precedenti. Oggi chiunque abbia delle funzioni direttive di qualsiasi livello, non si fa alcuno scrupolo ad andare contro le esigenze delle categorie che rappresenta, anzi, quando questi soggetti arrivano nella "stanza dei bottoni" significa che ti devi confrontare con degli avversari in più. 
E' vero, è una storia vecchia questa, tanto che in dialetto milanese esiste uno splendido proverbio che recita: "Quand la merda la munta al scagn, o che la spusa, o che la fà dagn!". (Quando la merda sale di livello, essendo una merda, non può fare che due cose: o puzzare, o fare danni). Nulla di più vero. Sanno di sbagliare, ma sono comunque spinti dal loro irrefrenabile desiderio di prevaricare gli altri e i loro diritti. 
Circa 2 anni e mezzo fa scrissi questo post, che mi diede tante soddisfazioni. Ma veramente tante. Chissà che questo non faccia altrettanto.

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