domenica 22 agosto 2010

RADIO DEEJAY. MOLTE PAROLE, POCA (E BANALE) MUSICA.

Sono lontani i tempi in cui Radio Deejay era il riferimento delle radio italiane. Quando nacque nel 1982 si caratterizzò per il tipo di musica trasmessa, assolutamente innovativa, e i pochissimi interventi parlati. Dopo 26 anni ascoltiamo una Radio come tutte le altre, poca musica e molte parole.
Il cliché per tutti i programmi trasmessi è sempre lo stesso, commento alle notizie del giorno, telefonate ed email col pubblico. Il tutto condito dalle solite banalità. Nemmeno la musica riesce più a stupire, l'unico programma veramente diverso, B Side, dal prossimo Settembre verrà abolito. Alessio Bertallot infatti, conduttore di "B Side", passa a RadioDue per condurre il programma Radiotunes. Non ci è dato sapere con cosa lo sostituiranno, ma se dovesse arrivare l'ennesimo personaggio uscito da qualche trasmissione televisiva di successo, avremo la conferma del totale declino di questa storica Radio.


Cosa non mi piace:

  • Albertino, al microfono è inascoltabile. Stesse cose di vent'anni fa ma in peggio. Molto meglio quando fa il Ranzani. Aveva trovato una nuova dimensione con "Sciambola!", programma ovviamente soppresso. Ritorni a fare il cabaret radiofonico, lì ha un avvenire.
  • Nikki, ascoltarlo dopo pranzo è gastrolesivo. Gli andrebbe cambiata la fascia oraria del programma, sarebbe anche bravo se parlasse di meno.
  • Ivan Zazzaroni, il depositario della verità assoluta. E' simpatico come una ragade. Irritante.
Cosa mi piace:

  • La App per iPhone. Veramente ben fatta, una delle migliori per ascoltare la radio tramite smartphone.
  • Luciana Littizzetto ed Elio, sempre fuori dagli schemi. Gli altri programmi dovrebbero assomigliare ai loro.
  • Il sito internet. Dopo il restyling è più fresco e più chiaro. Unica pecca, lo streaming in High Definition non è disponibile per Google Chrome. Peccato veniale.
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