giovedì 5 novembre 2009

LA STORIA SIAMO NOI...E BASTA!

Ed ora via. E' iniziata la gara a chi compie il gesto più "eclatante" dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo che ha condannato l'Italia perchè, ultimo Paese in Europa, continua a mantenere nelle scuole pubbliche il simbolo della religione cattolica. Anche se, in realtà, la sentenza riguarda qualunque religione maggioritaria o minoritaria, presente o futura.
Appena diffusa la notizia Vittorio Feltri sul "Il Giornale" titolava così il suo editoriale...
poi abbiamo i sindaci di alcuni comuni italiani che hanno fatto scorta di crocifissi da distribuire a destra e a manca...quindi ci si è messa pure la Confcommercio che ha chiesto ai propri aderenti di esporre il crocifisso nei negozi...e per finire il sovraintendente del Teatro Bellini di Catania che ha deciso di apporre sulla porta dell'edificio una grande croce, insomma è iniziata un'altra guerra di religione. Ma a chi giova tutto ciò? Perchè si prodigano tutti così tanto per una sentenza che non ha fatto altro che difendere il diritto di una minoranza che è pure consapevole di esserlo? Chi pensa male può dire che è la solita manovra della destra cattofascista per distogliere l'attenzione da altre vicende. Non saprei, ma vedere l'immagine di Berlusconi che agita un crocifisso più grande di lui, qualche dubbio lo fa venire.
Insomma ascoltando i dibattiti televisivi di questi giorni il problema pare sia diventato il crocifisso quando invece è solo il rispetto delle opinioni di tutti nei luoghi pubblici che, proprio perchè di tutti, devono rispettare tutti. E' un concetto semplice che però gli amici cattolici fanno fatica ad assimilare, volendo piantare a tutti i costi la loro bandierina d'appartenenza come nel Monopoly, ecco la notizia che ce lo ricorda.
Il ministro La Russa si è proprio incazzato (parole sue) dopo il dibattito televisivo di ieri sera, e nel suo spazio (quello sì, senza contraddittorio) si è sentito il dovere di dare notizie false spacciandole per vere, con quella solita tecnica da venditore tipica dei politici di questo governo. Ecco invece in questo video le vere risposte storiche alle falsità del ministro.
L'amico blogger Metilparaben ci ricorda in questo post, quali sono i simboli che ci uniscono, mentre l'amica Giulia Innocenzi dopo aver visionato questo video, si domanda se non sarebbe il caso di chiedersi cosa insegnino a scuola, anziché dibattere su quello che c'è appeso in classe? Come dar loro torto?
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