lunedì 21 settembre 2009

IL VAFFANCULO DELLA SETTIMANA: CAMILLO LANGONE


Mai prima d'ora un premio fu dato con tanta voglia, anche perchè il personaggio in questione si è inventato la qualifica di critico liturgico, professione che non esiste se non per lui e per la rubrica che tiene sul Foglio, nella quale appunto recensisce messe. Non avendo mai frequentato nè liceo nè università, come egli stesso ci ricorda in questa intervista, ha pensato bene di prendersela con chi fa divulgazione scientifica. E così, come si può ben leggere nel suo articolo apparso oggi su Libero, se la prende con Piero ed Alberto Angela, con l'UAAR, l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti che organizza sbattezzi e riempie di scritte gli ateobus e con l’etologo Danilo Mainardi, che definisce "un altro fissato con l’idea che l’uomo è uno scimpanzé leggermente meno appassionato di banane”.


Alcuni giorni fa si era anche avventurato nel campo della linguistica mista al bon ton, sostenendo che la parola "gay" fosse una parola che nessuna persona veramente elegante pronuncerebbe mai, "frocio" si, dice lui, è una parola all'altezza dei suoi mocassini Cole Haan. Eh si, le parole sono importanti, come ci ricorda Nanni Moretti nel suo film "Palombella rossa", "chi parla male, pensa male e vive male", così che se lei, signor Langone, preferisce usare la parola frocio invece di gay il motivo mi sembra chiaro, preferisce coloro che discriminano a coloro che vivono la propria sessualità in modo libero e gioioso, quindi le banane cui accenava nel suo articolo di oggi, oltre a mangiarsele potrebbe anche farne altro uso o magari usare i modi di socializzazione e conciliazione sociale degli scimpanzé Bonobo che, grazie a trasmissioni come Quark, abbiamo imparato tutti a conoscere.
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